Pesca : Informazioni

Attrezzatura da pesca

La tecnologia rende tutto più facile. Il che non significa che renda le cose necessariamente migliori. Dipende, come sempre, dall'uso che se ne fa. Restando nell'ambito della pesca, la possibilità di sapere con precisione che tipo di pesce si trova in quel momento in transito, e a che profondità, può rendere possibile una pesca mirata e proficua, oppure uno sterminio di specie protette. E ancora: "facile" non è sinonimo di "felice."

Il vero pescatore è più soddisfatto quando ha saputo catturare una preda grazie alla propria sagacia e alla propria determinazione, senza ricorrere a strumenti ipertecnologici che fanno da soli quasi tutto il lavoro

Il vero pescatore è più soddisfatto quando ha saputo catturare una preda grazie alla propria sagacia e alla propria determinazione, senza ricorrere a strumenti ipertecnologici che fanno da soli quasi tutto il lavoro. Dove non arriva il buonsenso, o la sportività, arrivano (o dovrebbero arrivare) le regole: allo scopo di preservare il patrimonio ittico, ma anche di difendere il pescatore da se stesso, così da garantirgli un futuro. Detto questo, la pesca, per quanto riguarda l'attrezzatura, è un universo variegato e differenziatissimo.Da sempre (e non è un'esagerazione) l'uomo si è industriato di migliorare le tecniche di pesca, arrivando a livelli veramente incredibili: oltre ad essere un'arte, la pesca è una scienza, che necessita di conoscenze approfondite e di strumenti adeguati. L' offerta, a questo proposito, è enorme. Prima c'erano solo i negozi specializzati: oggi c'è anche il web, che offre la possibilità non solo di conoscere quanto di più attuale presenta il mercato, ma anche quella di acquistare immediatamente ciò che si desidera. Pescare da casa propria (su internet) quello che fa al caso proprio diventa così facilissimo. L'attrezzatura-base del pescatore che pratica la pesca sportiva di superficie comprende la canna, il mulinello, la lenza, l'amo, l'esca, il galleggiante.

 

La canna


La canna da pesca è un'asta flessibile di bambù, di fibra di vetro o di carbonio, o di alluminio, che serve a catturare pesci medio-piccoli. La canna impiegata nella pesca sportiva può avere una lunghezza variabile. Le canne possono essere fisse, dotate di mulinello, per lanciare la lenza a una certa distanza dalla costa, oppure "a mosca": queste ultime sfruttano il peso della lenza per il lancio dell'esca. Pesce che vai, canna che trovi (anzi, che trova lui, il pesce): per prendere per esempio, muggini, salpe e aguglie si impiega la canna bolognese, una canna telescopica ad anelli dotata di mulinello, tra i 5 e i 7 metri, e di un piccolo pasturatore.

Il mulinello


Il mulinello è quel dispositivo che permette alla lenza di svolgersi (ed essere così lanciata in acqua), e di riavvolgersi, in modo da poter essere recuperata. Esistono moltissime varietà di mulinello, di caratteristiche, peso e prezzi diversi, studiati per tutti i differenti tipi di pesca possibile . La lenzaLa lenza è il filo alla cui estremità è legato l'amo. Può essere di diversi materiali (nylon, dynema, fluorocarbonio) e può essere costituita da un filo unico, o da più fili intrecciati.

L'amo


L'amo è la parte più importante dell'attrezzatura del pescatore. E' vero che senza l'esca, il pesce non abbocca: ma senza l'amo, il pesce non viene catturato. La pesca sportiva impiega ami di ogni tipo e forma.Gli ami possono essere in lega di carbonio, leggeri e resistenti, o in acciaio; più robusti, ma più pesanti. L'amo è composto da più parti: la paletta, il gambo, il corpo e la punta. La paletta è parte alla quale si lega la lenza. Il gambo è la parte iniziale dell'amo, che continua con il corpo (detto anche pancia), la parte curva dell'amo. La pancia può essere rotondeggiante, o quadrata. La punta è la parte terminale dell'amo: quella che penetra nella bocca del pesce, e vi si ancora, permettendone la cattura. L'ancoraggio della punta è dovuta all'ardiglione, che s'incastra nei tessuti della bocca del pesce e non gli consente di liberarsi dell'amo. Esistono molti tipi di ardiglione: oggi è molto usato il microardiglione, che, pur garantendo all'amo una buona tenuta, non allarga la ferita, e permette una facile "slamatura" del pesce, che così può essere ributtato in acqua. L'amore è cieco, l'amo no: bisogna guardare bene l'uso che se ne vuole fare. Ce ne sono infatti di molti tipi, che differiscono a seconda dell'esca che gli deve essere applicata, del tipo di pesce che si vuole insidiare, e perfino della risposta di questo o quell'esemplare: per i pesci più furbi occorre un amo piccolo, che non si faccia notare.

 

L'esca


Il bigattino L'esca più usata è la larva di mosca carnaria. Si trova facilmente, e va bene per quasi tutte le prede. Per ottenere i bigattini si devono lasciare le mosche al buio, e aspettare che depongano le uova, che vanno nutrite con scarti di carne e di pesce. I bigattini vanno poi conservati tra i 6°c e gli 8°c.

Il calamaro E' l'esca più adatta per pesci grossi, come il sarago e la spigola. Tutte le parti del calamaro (tentacoli, mantello, testa) possono andar bene: se il calamaro non è troppo grande, lo si può attaccare all'amo tutto intero.

L'arenicolaE' un anellide lungo fino a 30 cm. Sottile, è di color rosso-rosato fino al violaceo. E' ottimo per prendere pesci di fondo o di mezz'acqua, come saraghi, orate, spigole e pesci piatti. Ma attenzione ai granchi! Ne sono ghiottissimi, tanto da mangiarsi l'arenicola con tutto l'amo. Un altro problema è il prezzo: l'arenicola costa parecchio.

 

Il galleggiante


Il galleggiante serve a mantenere l'esca alla profondità desiderata, e di segnalare al pescatore, affondando, che il pesce ha abboccato. E' fatto in legno di balsa, in polistirolo compresso, in sughero, o in plastica. A seconda del pesce che si intende prendere, ci sono molti tipi di galleggianti: fissi, scorrevoli, piombati, luminosi (per la pesca notturna).

 

Le reti (per la pesca commerciale: variante piccola pesca)- Reti da posta fisse


Queste reti vengono ancorate sul fondo del mare. Dopo essere state calate e fissate, vengono lasciate in loco per un tempo variabile (in genere non meno di una notte). Una rete da posta fissa molto usata è il tremaglio (o tramaglio), formato da tre reti sovrapposte: le due esterne a maglia larga, quella interna a maglie più strette. Il pesce passa facilmente per le reti esterne, ma resta impigliato in quella interna. Il tremaglio, calato tra i 2 e i 40 metri, su fondali rocciosi o misti, cattura seppie, triglie, orate, scorfani e merluzzi. Quando la rete interna è a maglie strette, si chiama tramaglino, ed è perfetto per le triglie: quando invece è a maglie larghe, prende il nome di - c'era da scommetterci - tramaglione, e cattura le aragoste (se ce ne sono, ovviamente). Altre reti di posta fisse sono le reti ad imbrocco, così dette perché il pesce "imbrocca", vale a dire centra la maglia della rete, messa in posizione verticale e ancorata al fondo, e vi si incastra: non va cioè né avanti, né indietro. Questa rete è particolarmente adatta per sogliole, naselli e merluzzi. Più la maglia è grande, più grande naturalmente è il pesce che vi può rimanere incastrato: con la rete a maglia più larga di tutte si cattura addirittura il pesce-spada.

 

Palangari (o palamiti)


I palangari consistono in un cavo (la trave) lungo anche molti chilometri, al quale sono legate, a intervalli variabili, delle lenze provviste di amo ed esca.I palangari fissi sono lunghi trai 2 e i 4 km. e - con un'esca a base di sardine - sono impiegati per la pesca dei naselli; i palangari derivanti, molto più lunghi, hanno come esche gli sgombri, e sono in grado di catturare il pesce-spada.